Pedofili e web: perchè non metto online le foto di mio figlio

Oggi è uscito un articolo su Vanity Fair davvero da brividi. Da brividi perchè racconta quella parte del web che io tanto temo e che mi spinge a non pubblicare le foto di mio figlio online.Immagine in linea 1Leggo e riporto qui:

Sono attratto dalle bambine di 4-5 anni. Dai loro visi d’angelo, dai loro corpi minuti e agili: sono l’immagine di un’innocenza che trovo irresistibile”

“I «pedofili virtuosi» di Virped.org dicono di ripudiare la pedopornografia. (…)Ma allora in che modo esprime la sua sessualità?(…) «Sarò sincero: non passano 48 ore senza che mi masturbi. Lo faccio a volte usando la fantasia, a volte guardando immagini di bambine su Internet. Possono essere le foto di attrici bambine, o quelle di sconosciute, ma sempre vestite. Nessuno deve soffrire per la mia malattia». “

Ecco. Io non metto online le foto di mio figlio esattamente per questo.

Perchè il pedofilo, e parliamo di quelli “virtuosi” (che ossimoro…), non ha necessariamente bisogno di vedere immagini di nudi. Gli basta vedere immagini di bimbi, guardarli, magari guardare i loro visi più che le parti del loro corpo. Perchè la pedofilia, l’amore (malato) verso i bimbi, si manifesta in primis verso l’immagine pura, serena, non corrotta che i bambini hanno e trasmettono.

Sono stati scritti dei post molto condivisi tra pro e contro il mettere foto online dei propri figli: da Chiara di MaCheDavvero? (contro) a Silvia di Cose da mamme (pro)

Proprio Silvia ha scritto una cosa che mi ha colpita: I pedofili esistono anche offline. Ed è a quelli che voglio stare molto attenta. (…)è comunque qualcosa da cui non ho voglia di farmi condizionare, come non mi faccio condizionare da ciò che può passare per la testa delle centinaia di persone che incrociamo per strada ogni giorno e che vedono i miei figli dal vivo (e tra di loro qualche pedofilo ci sarà di certo ma questo non vuol dire che li debba far girare mascherati).

(…) quanti altri film indimenticabili che vedono dei bambini come protagonisti!
Ve la sentireste di vietare di fare cinema ai bambini? E cosa cambia tra quei bambini e i nostri? Niente, a parte che quelli vengono visti da milioni di persone mentre i nostri da un pubblico molto più ridotto

Io voglio, al contrario, stare attenta sia ai pedofili offline che a quelli online.

E se per quelli offline è forse più difficile perchè non è che puoi appunto far camminare mascherati i tuoi figli, perchè invece online dovrei dare in pasto ai pedofili (seppur “virtuosi” ma sempre pedofili e sempre con fantasie erotiche malate) materiale che potrebbe invece colpirli nelle loro fantasie?

Per strada non posso fare molto se non stare con gli occhi spalancati e attentissima a qualsiasi cosa; d’altronde non ho intenzione di mettere un velo nero addosso al mio bambino.

Ma sul web posso fare tutto: posso controllare quello che avviene con l’immagine di mio figlio non pubblicandola. Ho potere di controllo e quindi io ho deciso di fruire di questo potere.

Potere che decade nel momento in cui invece l’immagine viene pubblicata.

Per la stessa ragione non ho mai inviato una foto di Fede per un concorso pubblicitario, sebbene mi abbiano spinta quasi tutti quelli che lo hanno conosciuto e visto di persona.

E ai parenti e agli amici ho inviato foto in gruppi di facebook chiusi o per messaggio privato o per mail o su whatsapp. Perchè se voglio condividere con loro i momenti di gioia di mio figlio, è con loro e non con tutta la comunità digitale che lo farò (e lo faccio) 🙂

Voi come la pensate?

emy

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12 thoughts on “Pedofili e web: perchè non metto online le foto di mio figlio

  1. il punto secondo me è che quando si decide di ‘pubblicare’ , mettere on line foto di bimbi che sia pubblicamente o privatamente fai già una scelta, giusta o sbagliata che sia. poi c’è la questione, fondamentale, della privacy e infatti ad esempio su fb io ho l’impostazione ‘amici’ su quasi tutto e c’è gente purtroppo che magari si lamenta di foto condivise da persone che nn risultano nelle proprie amicizie e nn sanno usarlo fb o meglio lo usano pubblico! imparassero ad usarlo.. penso che se ritieni pericoloso pubblicare nn dovresti farlo cmq perchè nn ci rendiamo conto che mettere una foto in un gruppo privato significa che cmq fb ormai ‘possiede’ la tua foto in ogni caso e sapete che è impossibile poi farne perdere del tutto le traccie?? cmq senza essere così esageratamente ansiosi credo che bisogna usare il buon senso nel pubblicare e poi fidarsi nel bene e nel male.. mica li puoi conoscere come i tuoi figli chi guarda le tue foto, forse solo davvero i parenti stretti e qualche (per fortuna nel mio caso moltissimi) amici fidati 🙂

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  2. Ottimo argomento di discussione. L’intervista fa venire i brivididà e anche io come Ellis non pubblico foto di Poldinp sul blog o su social pubblici. Lo faccio solo qualche volta nel profilo Fb privato con una costante attenzione ai continui aggiornamenti sulla privacy. Ma come dici tu…una volta pubblicata non se ne assume più il controllo. C’è da riflettere.

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  3. ho cliccato mi piace ma ad articoli come questi penso vorremo tutte cliccare non mi piace… purtroppo hai ragione. Io in realtà limito le foto di mio figlio a prescindere dai pedofili. Credo che l’uso smodato dell’immagine dei nostri figli non sia corretto, soprattutto se ne facciamo un uso pubblico, come sarebbe il mio caso visto che ho un blog La questione pedofilia mi fa venire i brividi…

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  4. Io ho dei dubbi.
    Pubblico foto caste e pure dei miei figli online, sia sul blog che sui social network, rispetto chi sceglie di non farlo e capisco chi lo fa.
    Vorrei però riflettere sui “reali” pericoli.
    Cioè, è fuori discussione che l’immagine di un pedofilo che si masturba guardando una foto dei miei figli mi disturba, non poco.
    Rimane il fatto che i miei figli non vengono “sporcati” da questi atti, perchè semplicemente li ignorano.
    Se posso evito di fornire indicazioni su dove ci troviamo, perchè, seppur remoto, il pericolo che qualche matto voglia avere rapporti più ravvicinati con i miei figli, è assolutamente da evitare.
    Dipende sempre da come si sceglie di vivere. Se con la paura del male o con la serenità (e gli occhi aperti) di chi ha fiducia nel futuro.
    Secondo me c’è anche molta ipocrisia.
    Conosco molte mamme che, finchè il figlio va alle elementari, controllano morbosamente, online e offline, la vita del figlio. Senza perderli di vista neanche un attimo. Poi il bambino va alle scuole medie e all’improvviso esce da solo, va da solo a scuola, va da solo a fare sport e la mamma è contenta, perchè il figlio ha il cellulare (quindi è libero di andare su internet a cercare qualsiasi cosa gli passi per la testa o gli consiglino gli amici.
    Io non sono per il controllo morboso.
    Preferisco insegnare ai miei figli che si, le cose brutte succedono, che nel Mondo ci sono persone pericolose di cui non devono mai fidarsi, ma anche di insegnare loro ad essere sicuri di se, a non farsi paralizzare dalla paura.
    Anche mia madre aveva paura che mi stuprassero e mi drogassero, ma mi ha spiegato i pericoli e mi ha dato fiducia affinchè io fossi autonoma nel riconoscere i pericoli e nello scegliere di evitarli.
    Non so se sono stata abbastanza chiara….è complicato.

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    1. Anche mia mamma ha fatto uguale con me e mio fratello. E noi a scuola elementare (a 500mt) andavamo da soli, certi di non doverci fare avvicinare da degli sconosciuti.
      Quello che credo io é solo che bisognerebbe essere meno “fiduciosi” a volte perché va bene la fiducia, va bene la sicurezza, va bene tutto…e la morbosità non fa parte del mio modo di essere mamma.
      Ma se posso evitare qualcosa sapendo che può, in qualche modo, colpire mio figlio e mi disturba, allora la evito.
      Se so che se pubblico una foto online, non ne avrò piú il minimo controllo (cosí come su altri milioni di cose incontrollabili), allora non la pubblico. Almeno questo (Almeno questo!!!) voglio poterlo controllare… É poco? Si é poco. Ma posso farlo. A differenza di tanto altro che non é minimamente controllabile da me…

      Anche per me é difficile e spero anche io di aver spiegato il mio punto di vista senza sembrare una nazista ahahahah

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      1. Ti capisco assolutamente, d’altra parte non cerchiamo tutte di fare del nostro meglio?

        Quello che però non capisco è quando dici che questo potrebbe “colpire” tuo figlio. Come fa ad esserne colpito, se non viene avvicinato?
        Per capirci: io pubblico le mie foto e non so se in rete c’è qualche “pervertito amante delle ciccione” che si mette a fantasticare sessualmente su di me.
        Ne sono colpita?
        No.
        Ad oggi non so se questo sia mai successo, quindi ad oggi posso dire che non me ne sono mai preoccupata.
        Certo, se qualcuno si fosse preso il disturbo di rintracciarmi ed importunarmi, allora ne sarei colpita. Ma in caso contrario, non mi va di perderci neanche un minuto di sonno.
        Comunque non possiamo controllare tutto, ma qualcosa dobbiamo pur fare.

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  5. Il mio controllo sulle foto é durato 2 mesi poi un amico ha pubblicato la prima foto (senza chiedere) e un altra mamma ha pubblicato una foto di gruppo al corso di massaggi dove i bimbi erano in pannolino…si é pure incacchiata perché le ho chiesto di toglierla!

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  6. Oh Emy, è un tema scottante. Silvia ha ragione, non puoi controllare i pensieri delle persone che incontri. Però… Come dire… una persona che incontri per strada è questione di un attimo. Un’immagine on line la puoi scaricare e lavorarci di fantasia tutte le volte che vuoi. E nn vorrei che la foto del mio bambino finisse in mano sbagliate. Su blog e profili pubblici non pubblico foto, solo dettagli ogni tanto. Su fb sì, per condividere certi momenti con gli amici, ma forse dovrei essere più restrittiva… dopotutto una foto on line sfugge di mano facilmente

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    1. La penso così anche io.
      È questione di attimi fugaci degli incontri per strada e di tempistiche più lunghe del web, oltre che di durata illimitata della permanenza dei contenuti online e di gestione impossibile della localizzazione di questi.

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